Quando e come nasce un Campionissimo? Alcune date, ed alcune corse, rimangono nella storia del nostro ciclismo come scolpite nella roccia. Nel “Lombardia” del 9 Novembre 1924, Alfredo Binda, ancora sconosciuto e reduce dai successi in Costa Azzurra, stacca tutti i favoriti sul Ghisallo e
l’astuto Pavesi è subito pronto a fargli firmare il contratto con la “Legnano”. Il 24 Maggio 1935 nella tappa Portocivitanova–L’Aquila, al “Giro d’Italia”, l’imberbe ventenne Gino Bartali annichilisce la concorrenza e giunge al traguardo con 16” di vantaggio su Cecchi. Il 29 Maggio 1940 nella Firenze-Modena, undicesima tappa del “Giro”, Fausto Coppi, al primo anno da “professionista” nella “Legnano” capitanata dallo stesso Bartali, compie la prima, grandissima, impresa: sull’Abetone attacca a fondo, in discesa supera Cecchi e dopo un centinaio di km di fuga trionfa al traguardo con 3’45” di margine, indossando la sua prima “maglia rosa”. Il 20 Marzo 1966 il giovane Eddy Merckx, etichettato velocemente “un velocista belga come tanti”, si aggiudica la “Milano-Sanremo”. Ma prima di tutti loro? Chi è stato il “primo Campionissimo”?
La risposta è facile: Costante Girardengo. Proprio per lui infatti fu coniato nel 1919 il superlativo che testimoniava la superiorità schiacciante nei confronti degli avversari. Ma quando nasce ciclisticamente parlando, il Campionissimo Girardengo? Semplice: l’8 Settembre 1913, quando il “piccolo grande uomo” di Novi Ligure supera tutti nella durissima “Gran Fondo”. Questo è il sintetico racconto di quella vittoria che lancia, improvvisamente ed inaspettatamente, Girardengo ai vertici del nostro ciclismo.
La “Gran Fondo” giunge dopo un’estate ciclisticamente tranquilla per il nostro paese. Pochi nostri corridori (tra cui Pavesi, Albini e Canepari) disputano il massacrante “Tour” e mancano nella Penisola le corse di primo piano. Per ovviare a questa grave inattività, la “Gazzetta” rilancia nuovamente, tra il consueto entusiasmo generale la “600 km” detta appunto anche “Gran Fondo”.
Sullo stesso percorso dell’anno precedente (vittoria di Ganna allo sprint su Galetti), si sfidano tutti i migliori atleti italiani e pure qualche straniero di buon livello: Emile Georget (trionfatore della massacrante “Parigi-Brest-Parigi” 1911) è il più indicato nei pronostici della vigilia. Tra gli italiani non mancano tuttavia i primattori: gli stessi Ganna e Galetti, nonostante abbiano vissuto una stagione altalenante, paiono sempre in grado di ben figurare così come Pavesi e Rossignoli. Gente esperta, matura, rodata da un lustro di grandi battaglie su tutte le strade “eroiche”, “Tour” compreso. Ma giovani rampanti si stanno facendo largo, idealmente capitanati da Carlo Oriani, vincitore a sorpresa ma con pieno merito dell’ultimo “Giro d’Italia” dove la sua “Maino” ha corso per la prima volta nella storia come una vera equipe, concentrando sforzi ed uomini su un unico capitano. Infine si attendono buone prove dagli “outsiders” di buon livello come il velocissimo Beni, Bertarelli, Albini e Corlaita. Il pronostico comunque è più incerto del solito ma certamente nessuno alla vigilia può immaginare che questa corsa rappresenterà una pietra miliare nella storia del nostro ciclismo…
PARTENTI (45)
Carlo ORIANI, Leopoldo TORRICELLI, Costante GIRARDENGO, Ugo AGOSTONI, Gaetano GARAVAGLIA, Lauro BORDIN, Giovanni GERBI, Giovanni CERVI, Emile GEORGET (F), Constant MENAGER (F), Georges TRIBOUILLARD (F), Alfonso CALZOLARI, Umberto RIPAMONTI, Giovanni ROSSIGNOLI, Giuseppe CONTESINI, Galeazzo BOLZONI, Edoardo CUCCHETTI, Ezio CORLAITA, Emilio CHIRONI, Luigi ANNONI, Carlo GALETTI, Pierino ALBINI, Eberardo PAVESI, Vincenzo BORGARELLO, Clemente CANEPARI, Dario BENI, Angelo GREMO, Giuseppe SANTHIA’, Luigi GANNA, Camillo BERTARELLI, Emilio PETIVA, Rinaldo SPINELLI, Antonio BUELLI, Angelo ERBA, Edoardo BARDELLI, Domenico CITTERA, Giosuè LOMBARDI, Luigi LUCOTTI, Gaetano BACCI, Albino FINARDI, Luigi MOLON, Antonio DALLE FUSINE, Dante RICCI, Riccardo PALEA, Giovanni CASETTA
PERCORSO: Milano (Rogoredo) – Lodi – Piacenza – Parma – Reggio Emilia – Modena – Bologna – Ferrara – Rovigo – Legnago – Verona – Desenzano – Salò – Barghe – Brescia – Iseo – Sarnico – Bergamo – Milano (“Trotter”)
Via da Rogoredo alle 16.18 del 7 Settembre. A Lodi caduta e ritiro di Borgarello.
La corsa comunque procede stancamente, con i corridori preoccupati di non sprecare troppe energie mentre cala la sera. A Parma (ore 20.17) ancora tutti insieme, poi scende la notte ed alla luce dei fari delle automobili il gruppo non sembra molto intenzionato a dare battaglia. A Reggio Emilia (ore 21.20) gli unici cedimenti importanti da segnalare sono quelli di Gerbi e Rossignoli. Niente di nuovo fino a Bologna (percorsi 213 km) dove si giunge intorno alle 23.40; le strade cittadine sono gremite da migliaia di spettatori che illuminano la marcia dei corridori con torce e lumini ma l’entusiasmo dei tifosi non sembra ancora scuotere il gruppo che marcia ad un’andatura di 28 km all’ora.
L’attraversamento della Pianura Padana non modifica la situazione: i migliori temporeggiano, temendo l’oscurità, il sonno (che comincia a serpeggiare) e lo spreco di energie. La corsa ristagna ed è ravvivata soltanto dall’attraversamento delle città; a Rovigo, nonostante siano le 3.00 del mattino, grandi incitamenti per Bordin che è il primo a firmare al posto di controllo ma il gruppo è sempre compatto. All’alba la corsa sembra rianimarsi e l’andatura aumenta grazie soprattutto alla spinta di “Maino” e “Legnano”. Come facilmente prevedibile, la bagarre si scatena non appena inizia la salita di Barghe: attacca a fondo Ganna ed il gruppo finalmente si sgretola. Soltanto Corlaita ed il sorprendente Girardengo resistono allo scatto di Ganna mentre Pavesi e Gremo arrancano e perdono terreno. I distacchi comunque sono limitati; Galetti, Lucotti e Cervi si segnalano tra gli inseguitori ed il loro ritardo dai fuggitivi è di poche decine di metri; cede invece nettamente Oriani. In vetta la situazione non cambia: Ganna, Corlaita e Girardengo transitano per primi, con pochi secondi di vantaggio su Galetti, Lucotti e Cervi i quali precedono di qualche centinaio di metri un gruppetto comprendente Pavesi, Torricelli, Gremo, Agostoni e Georget che in salita ha stentato più del previsto. La discesa ricompatta le file; i primi due gruppetti si fondono quasi subito, poi ad Iseo rientra in testa alla corsa anche il plotoncino di Pavesi e Georget. Al comando quindi si ritrovano in undici, con lo stesso Georget che palesa comunque qualche difficoltà: il francese si mantiene costantemente in coda, è molto stanco e su un tratto in leggera salita perde anche contatto dal gruppo di testa. Tuttavia, prontamente assistito dalla sua “ammiraglia” (con non meglio specificate “bevande eccitanti” e addirittura secchiate di acqua fredda!), poco dopo Sarnico torna a fianco dei battistrada; la corsa è ormai decisa, nelle retrovie molti ritiri e soltanto Canepari prova inutilmente un disperato inseguimento. Alle porte di Milano gli undici sono sempre al comando e si preparano per la volata finale: Pavesi si porta in testa a “tirare” con decisione ed è chiaro il suo scopo di favorire il compagno Galetti. E’ proprio l’ “Avocatt” il primo ad entrare nel gremitissimo “Trotter” dove è posto l’arrivo; alla sua ruota nell’ordine Torricelli, Corlaita, Ganna, Girardengo e tutti gli altri, con l’esausto Georget in ultima posizione. Le posizioni non mutano fino al suono della campana che segnala l’inizio dell’ultimo giro: Ganna allunga e si porta in testa con decisione, prontamente affiancato da Girardengo.
L’andatura cresce costantemente e all’ultima curva Corlaita si lancia al comando, nell’intento di lanciare la volata a Ganna il quale però temporeggia un attimo di troppo tanto che è l’astutissimo Girardengo a porsi nella scia di Corlaita. Rettilineo finale: Corlaita è ancora in testa e lancia lo sprint, poi “esce” prepotentemente Girardengo mentre Ganna si lancia troppo in ritardo. Costante affianca Corlaita ed i due lottano spalla a spalla: ad una ventina di metri dall’arrivo Girardengo, ingobbito sulla sua bicicletta e molto più piccolo dell’aitante Corlaita, ha un ultimo decisivo scatto, balza in testa e taglia per primo il traguardo. Incredibile: il semi-sconosciuto Costante Girardengo, a 19 anni, emerge fragorosamente dall’anonimato, dimostrando la sua immensa classe. Sì, è nato un Campione, anzi un “Campionissimo”!
ORDINE D’ARRIVO
- Costante GIRARDENGO 610 km in 22h40’50” (media 26.895 km/h)
- Ezio Corlaita
- Luigi Ganna
- L. Lucotti, 5. L. Torricelli, 6. C. Galetti, 7. A. Gremo, 8. G. Cervi, 9. E. Pavesi, 10. C. Canepari a 20’30”, 11. D. Cittera a 20’55”, 12. C. Oriani a 30’02”, 13. G. Lombardi, 14. G. Gerbi a 2h14’55”, 15. A. Buelli a 2h20’50”, 16. E. Bardelli a 3h25’00”
N.B.: U. Agostoni, 8° sul traguardo, squalificato per taglio di percorso; E. Georget, 10° sul traguardo, squalificato per non aver firmato il foglio di arrivo.
Giampiero Petrucci per la NUVI


