Equilibri

Ogni elemento di questo splendido fermo immagine è disarmonico e senza equilibrio, quel podere con crepe vissute, il pino pendente, il cielo tumultuoso, l’ostica erta del muro di Puntabella come lama d’acciaio che sembra contorcere le velleità di quei cinque indomiti cavalieri erranti, profusi nell’immane ed omerico cimento. E non si vede il vento che sopraggiunge dalle quiete ma sfrontate sponde del placido Lago Trasimeno, quel vento tiepido lo ricordo bene sul mio viso il 13 giugno 2014, e lo ricordano anche i miei 4 gloriosi e avventurosi compagni di viaggio, eppure…eppure nel suo scompiglio questa foto ha un EQUILIBRIO quasi magico, esattamente un EQUILIBRIO sopra la follia, come follia pura furono come quasi 450 km non stop per rivivere la più lunga tappa della storia del Giro d’Italia, la Lucca-Roma del 13 giugno 1914 , che magnifica gioventù, che magnifica battaglia!

Autrice del capolavoro Elisa Romano, come si dice bisogna dar ad Elisa ciò che è di Elisa.

di Simone Lamacchi

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6 luglio 1952. Coppi, Bartali, “la borraccia”

Coppi Bartali Stan Ockers

Coppi Bartali Stan Ockers

COPPI BARTALI “la borraccia” e…….

La domanda che nel corso della sua santa esistenza Bartali si è sentito porre con più frequenza è questa: “Chi ha passato la borraccia?”. Se avesse avuto davanti un “coppiano” il buon Gino rispondeva che gliela aveva data Fausto. Viceversa se fosse stato un suo tifoso. Tutti indistintamente si riferivano alla celeberrima fotografia di Carlo Martini, tralasciando il fatto che i due Campioni, l’acqua se la fossero passata vicendevolmente decine e decine di volte fin dai tempi della Legnano. L’istantanea in questione che tutti, dico tutti, conosciamo è diventata in questi settant’anni il simbolo della rivalità, ma soprattutto di lealtà e rispetto che devono animare i contendenti in qualsiasi tenzone sportiva.

La foto “della borraccia” compare per la prima volta il 10 Luglio 1952 sul numero 28 di Sport Illustrato a suggello della tappa Bourg d’Oisans-Sestriere del 6 luglio raccontando come la superiorità disarmante di Fausto Coppi sia merito dell’armonia e del rispetto che regna in squadra. In effetti il Tour del 1952 è dominato dai nostri tricolori. E anche la stampa internazionale non può che tesserne le lodi.

Ma veniamo alla foto in questione. Siamo sulle ultime svolte del Telegraphe (lo si deduce, a mio modo di vedere, dalla vegetazione ancora fitta). Davanti è all’attacco LeGuilly, piccolo camoscio transalpino. A poco più di un minuto ecco Coppi e Bartali che si scambiano una bottiglia, ma non sono da soli e lo si vede, con sorpresa, dalla intera foto originale che pubblichiamo per la prima volta grazie all’archivio dell’inestimabile amico Marino Vigna, olimpionico della pista. Affianco ai due italiani il belga Stan Ockers protende il braccio sinistro sembrerebbe per afferrare dell’acqua da qualcuno bordo strada. Rispetto a Coppi e Bartali, a causa della prospettiva, sembra un ragazzino. Il sole delle due è caldissimo e la gola arde. Dietro, sull’asfalto rovente, prima della sequela delle ammiraglie, si intravedono tre ombre, probabilmente di altrettanti corridori che cercano di reggere il ritmo. Le cronache ci raccontano essere Ruiz, Gelabert e Geminiani. I conti tornano: è il sestetto che si è selezionato sui tornanti che partono da St. Michel de Maurienne verso Valloire e il Galibier. Coppi su quella salita e sulle prossime (Monginevro e Sestriere) ipotecherà il Tour.

Bizzarro come il redattore dello Sport Illustrato abbia preferito escludere dalla foto il belga e centrare per bene l’immagine dei due campioni italiani.

Probabilmente l’intenzione era quella di affermare che Coppi, Bartali e la squadra italiana erano il faro unico, armonioso e dominante della Grand Boucle. A confermare tutto ciò un pezzo di Guido Giardini, grande firma tecnica del ciclismo, che illustra le ragioni per cui, al di là delle polemiche della vigilia, la nostra Nazionale dimostri, per compattezza ed energie, essere almeno due palmi sopra le altre.

Affianco ai due italiani il belga Stan Ockers protende il braccio sinistro sembrerebbe per afferrare dell’acqua da qualcuno bordo strada. Rispetto a Coppi e Bartali, a causa della prospettiva, sembra un ragazzino. Il sole delle due è caldissimo e la gola arde. Dietro, sull’asfalto rovente, prima della sequela delle ammiraglie, si intravedono tre ombre, probabilmente di altrettanti corridori che cercano di reggere il ritmo. Le cronache ci raccontano essere Ruiz, Gelabert e Geminiani. I conti tornano: è il sestetto che si è selezionato sui tornanti che partono da St. Michel de Maurienne verso Valloire e il Galibier. Coppi su quella salita e sulle prossime (Monginevro e Sestriere) ipotecherà il Tour.

Bizzarro come il redattore dello Sport Illustrato abbia preferito escludere dalla foto il belga e centrare per bene l’immagine dei due campioni italiani.

Probabilmente l’intenzione era quella di affermare che Coppi, Bartali e la squadra italiana erano il faro unico, armonioso e dominante della Grand Boucle. A confermare tutto ciò un pezzo di Guido Giardini, grande firma tecnica del ciclismo, che illustra le ragioni per cui, al di là delle polemiche della vigilia, la nostra Nazionale dimostri, per compattezza ed energie, essere almeno due palmi sopra le altre.
Comunque sia la foto tagliata così si è perpetrata nel tempo come se i due fossero all’attacco solitari in tandem, motivando infinite dispute su chi dei due Campioni abbia passato la bottiglia all’altro. Non credo assolutamente che sia stata una foto costruita ad arte dal fotografo, come da tempo sostiene Beppe Conti. In tanti si sono cimentati a commentare il gesto sbagliando anche clamorosamente la data, il luogo e addirittura l’anno. Quasi tutti si sono sentiti in dovere di spiegare chi ha dato e chi ha ricevuto l’acqua.

Nessuno però (nemmeno Bulbarelli e Petrucci nel loro monumentale e documentatissimo “Coppi per sempre”), ha mai scoperto che la foto originale è quella che vi proponiamo noi oggi e che vede, affiancato a i due, un affaticato Stan Ockers, per tanti anni ingiustamente tagliato fuori dalla “foto del secolo”… Peccato per lui e per la verità storica. Fatto sta che questa foto di Carlo Martini dell’ agenzia Olympia di Milano, probabilmente è la foto sportiva più rappresentata in assoluto.

Si è usata la foto per svariate pubblicità, si sono confezionate copertine di libri, riviste, manifesti e fumetti, quadri, stampe e vignette umoristiche, anche politiche. Si è addirittura riproposta più volte goliardicamente la stessa situazione con Andrea Bartali e Faustino e anche con i nipoti… Con la pubblicazione di questa foto, misconosciuta da anni, si è fatta una certa chiarezza e si è precisata una verità storica.

Non sapremo però mai chi ha dato l’acqua e chi l’ha ricevuta. Ma l’aspetto è del tutto secondario: a noi sta bene così.

Lo Sport Illustrato

Coppi Bartali

Lo Sport Illustrato

Lo Sport Illustrato

Lo Sport Illustrato

Lo Sport Illustrato

Coppi Bartali Stan Ockers

Coppi Bartali Stan Ockers

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Appennino Parmense, 5 luglio 2020, soci NUVI.

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NOVA U.V.I. futuro prossimo del verbo pedalare.

Conoscere il passato per cavalcare l’avvenire, possibilmente in sella ad una bici d’epoca. Cresce con la nostra associazione un nuovo “habitus ciclisticus”.

Cos’è la Nuvi? Qual è la filosofia che c’è dietro ad ogni pedalata su quei favolosi ferrivecchi che sono stati salvati dal comune destino rivolto verso una discarica?
E’ più facile dire subito cosa non è la NUVI…

Affermiamo intanto, sgombrando il campo alle aspettative dei “corsaioli” a tutti i costi, che chi pedala con noi non partecipa a una corsa ciclistica con l’ansia del risultato e l’assillo della classifica. Bensì è la voglia di fare sport pulito, senza ansia di primeggiare, a contatto con la natura e le bellezze della nostra penisola, pedalando con appassionati ed amici che condividono i tuoi ideali.

Non è certo l’individuare negli avversari il rivale da sconfiggere a tutti i costi ma i colleghi di pedale col quale scambiare cameratismo, impressioni ed esperienze di viaggio.

Non è la conoscenza enciclopedica dei risultati dell’ultimo Tour de France. E’ invece lo studio dei campioni d’epoca, della rivalità vere, di come erano le maglie di lana. E’ anche lo studio di come gestire una “chiave inglese”, una camera d’aria Hutchinson, un cambio Torpedo o come registrare una sella Aquila.

Non è la esasperata ricerca di integratori e della alimentazione migliore possibile ma la serena esperienza di rifornimenti e gusti antichi, conditi da un bicchiere di vino vero e generoso.
Non è la paura di capitare sotto le grinfie dell’antidoping anche perché il doping e quindi l’antidoping non esistono nel nostro modo di vedere il ciclismo.

Non è”ignoranza” nel senso vero del termine: NON CONOSCERE. Chi fa ciclismo con la NUVI deve amare e conoscere la storia del suo sport, ammirarne i campioni che hanno scritto pagine
immortali rivivendo sensazioni, emozioni, modi di essere, abbigliamento, mezzo tecnico e anima.

Ecco, senza l’anima il nostro ciclismo d’epoca non può esistere. Un movimento quindi di anime in crescita, una crescita principalmente culturale. Si parla sempre a sproposito che la salvezza del ciclismo sta nel ricercare le “radici del nostro sport”, lontano da interessi eccessivi; ma poi vediamo che inesorabilmente la bicicletta va dove la porta il soldo…

Cosa può fare, allora, l’associato alla NUVI? Continuare così come ha agito finora: crescere culturalmente, conoscere la bici d’epoca e la storia del ciclismo, cercare occasioni di incontro e amicizia, documentarsi, aggirarsi tra mercatini e officine di vecchi ciclisti per imparare ciò che di bello hanno costruito i nostri nonni. Emozionarsi al cospetto di Bitossi o di Massignan. La passione
del nostro movimento è inarrestabile.

Conoscere il passato per cavalcare l’avvenire (possibilmente in sella ad una bici d’epoca).

NOVA UVI: futuro prossimo del verbo pedalare.

[Carlo Delfino]

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Le immagini dell’impresa. La Cuneo Pinerolo 1949-2019

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La Milano-Sanremo. La nostra corsa. Una storia invincibile!

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Ciclopedestre, Ciclocross, Cross Country! 1° marzo 2020

Aggiornamento lunedì 24 febbraio: a causa del provvedimento prudenziale adottato in Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del Coronavirus, la manifestazione Cyclo Pédestre è stata rinviata 📌 a data da destinarsi.

La NOVA UNIONE VELOCIPEDISTICA ITALIANA si appresta a riscoprire il Cross Cyclo Pedestre attraverso un viaggio nella storia del ciclismo agreste.

1 marzo 2020 PARCO DEI BOSCHI DI CARREGA

SALA BAGANZA – PARMA

RITROVO ORE 9.00 PARCHEGGIO VIA ZAPPATI PARTENZA ORE 10.00

Riunione ciclistica gratuita e non competitiva, per rievocare e rivivere il ciclo cross storico, all’interno di un contesto tipico dell’epoca. Sono ammesse solo biciclette da corsa dal 1902 al 1929 con rapportature originali (consigliate 42/44 x 24), senza borse varie e preferibilmente senza portaborracce. Consigliati ampi passaggi ruota per evitare l’eventuale accumulo di fango. Necessario kit antiforatura. Abbigliamento coevo in lana senza particolari moderni (ammesso il casco ma nero o camuffato). Percorso boschivo di 18 km circa da ripetere una o più volte, in gruppo. Necessaria esperienza su percorsi fuoristradistici. Ristoro all’arrivo, servizio doccia a pagamento.

Partecipazione aperta ai soli soci NUVI.

E’ possibile fare richiesta d’iscrizione attraverso email info@novauvi.it

Non sarà possibile accettare iscrizioni il giorno della manifestazione.

QUI LA LOCANDINA

NOVA UNIONE VELOCIPEDISTICA ITALIANA is preparing to rediscover the Cross
Cyclo Pedestre through a journey through the history of rural cycling.

March 1, 2020 NATURAL AREA FORESTS OF CARREGA
SALA BAGANZA – PARMA
MEETING AT 9.00 PARKING VIA ZAPPATI – DEPARTURE AT 10.00

Free and non-competitive cycling meeting, to recall and relive the
historical cross cycle, within a typical context of the time. Only
racing bicycles are admitted from 1902 to 1929 with original ratios
(recommended 42/44 x 24), without various bags and preferably without bottle cages. Wide wheel passages are recommended to avoid any
accumulation of mud. Anti-puncture kit required. Contemporary wool
clothing without modern details (helmet allowed but black or
camouflaged). Forest route of 18 km to be repeated one or more times,
proceed in group. Experience needed on off-road routes. Refreshment on arrival, shower service for a fee.

IMPORTANT Participation open to NUVI members only. It is possible to request registration through email info@novauvi.it

It will not be possible to accept registrations on the day of the event.

Cross cyclopédestre

Cross cyclopédestre de Choisy le Roi, 12 décembre 1932


Il Parco Naturale Boschi di Carrega occupa un’area di 1.270 ettari sulle colline pedeappenniniche in Provincia di Parma; i boschi che ne ricoprono la superficie fanno parte dell’antica riserva di caccia dei Farnese, poi dei Borboni e di Maria Luigia d’Austria. Gli ultimi proprietari furono i principi di Carrega. Nei boschi, accanto alle specie spontanee, troviamo molte piante esotiche, soprattutto nel parco “all’inglese” realizzato nel 1830 per volontà della Duchessa di Parma. Il paesaggio è stato reso ancora più gradevole attraverso la realizzazione di alcuni laghetti artificiali (come il Lago della Navetta) ottenuti sbarrando il corso di alcuni ruscelli.
Per quanto riguarda la fauna, oltre a una nutrita popolazione di caprioli, si trovano cinghiali, scoiattoli, lepri e molti altri piccoli mammiferi. Tra gli uccelli, ricordiamo il verzellino, il merlo, il fringuello, il verdone. [agraria.org]


Villa del Ferlaro del Principe Carrega

Villa del Ferlaro del Principe Carrega


È stato il primo parco regionale istituito, nel 1982, dalla Regione Emilia-Romagna. Si estende su un’area di 1.270 ettari sui terrazzi fluviali tra il Taro e il Baganza, prevalentemente nei comuni di Collecchio e Sala Baganza. Comprendendo circa 1.600 ettari di area contigua (preparco), quasi totalmente in territorio del comune di Sala Baganza, la superficie supera i 2.800 ettari. La sede amministrativa del parco si trova nel Centro Parco Casinetto a Sala Baganza. [wikipedia.it]

Particolari punti di interesse: Casino dei Boschi, Villa del Ferlaro, Pieve di san Biagio, Bosco della Capannella.

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Andora, 16 febbraio 2020, Velodromo del Mare, rodaggio in pista!

16 febbraio 2020, il rodaggio in pista dei soci Nuvi presso il “Velodromo del Mare” di Andora (SV). Messo alla prova il pignone fisso.

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Settembre 2019, la prima rievocazione della gloriosa corsa del XX Settembre Roma-Napoli-Roma

 

Museo dei Bersaglieri – Porta Pia

Punzonatura macchine – Porta Pia

Dopo mesi di studio, preparazione e allenamenti, una dozzina di velocipedisti NUVI oltre ai fedeli accompagnatori, si sono ritrovati giovedì 19 settembre presso il Museo Storico dei Bersaglieri di Porta Pia  –  con il prezioso supporto dell’Associazione Nazionale Bersaglieri guidata dal Generale Nunzio Paolucci – per la presentazione degli atleti, la punzonatura delle macchine e la visita al Museo. Qualche ora di sonno per la partenza alle 3.00 di notte di venerdì per la prima tappa da Roma a Napoli di circa 230 km; il sabato il ritorno verso Roma lungo la direttrice della Via Appia per 270 km circa.

L’aspetto di maggiore impatto di questa rievocazione […] la prestazione atletica dei soci NUVI, 500 km in 41 ore complessive, su mezzi e con abbigliamento come quelli di 100 anni fa. Per 7 ore circa di pedalata in notturna. Su un percorso mai provato prima dai 10 partenti, tutti arrivati alla fine della “corsa”.

QUI IL FILM DELLA XX SETTEMBRE 2019

La Stampa Sportiva, Costante Giradengo

Tra le immagini più emozionanti, l’alba con lo sfondo dei monti Ernici ed Anagni illuminata in lontananza, durante la prima tappa. La Casilina ed i suoi saliscendi a volte dolci, qualche volta aspri, mai troppo difficili.

Via Casilina, la partenza notturna

Ciociaria, alba sulla Via Casilina

Ciociaria, alba sulla Via Casilina

La salita di Frosinone con i suoi tornanti ed il viale alberato con l’ultima ripida rampa prima del belvedere:  “da salire con tanto cuore” per non mettere il piede a terra.

Sempre durante il primo giorno di rievocazione, l’accoglienza a Frosinone e Ceprano con il patrocinio delle Amministrazioni Comunali, a Cassino con il supporto dei Commercianti della Città, e gli appassionati, alcune associazioni oltre ai curiosi, è stato davvero sorprendente.
Notevole l’accoglienza degli amici di Caserta e dell’amministrazione comunale di San Nicola la Strada, splendidi nel rifocillare gli atleti alla fine della prima tappa e ad ospitare la carovana per la notte. Un segnale evidente di interesse per il valore storico oltre che sportivo dell’impresa ciclistica.

L’accoglienza della Città di Frosinone

Nella tappa di risalita da Napoli verso Roma, ha colpito davvero tutti i ciclistici,  prevalentemente del nord Italia, l’attraversamento notturno di Napoli e di Pozzuoli; lo splendore del Ponte pensile Real Ferdinando a Minturno, che permetteva sin dall’ottocento di superare agevolmente il fiume Garigliano.
Il Comitato Luigi Giura – che custodisce il ponte per conto della Soprintendenza del Lazio – ha aperto il ponte appositamente per la nostra manifestazione: vederlo percorso da quelle biciclette e quelle maglie ha impressionato sia gli spettatori che gli atleti stessi. Una vera immersione nella storia. Le immagini, le foto di quel momento, lo testimoniano chiaramente.

L’impegnativa salita di Itri

La salita di Itri che permette di scollinare verso Fondi, lungo la via Appia, è stata certamente uno degli ostacoli altimetrici più significativi e sfidanti. Gli automobilisti in quel tratto hanno dato grandissima prova di attenzione e cura nel sorpasso di quello strano e folle manipolo di maglie d’epoca, di camere d’aria a tracolla, intente a spingere rapporti lunghissimi e faticosi. Sicuramente grande curiosità e sorpresa. Anche un grande rispetto per chi è intento in maniera evidente a superare ostacoli e difficoltà con mezzi tecnici che oggi appaiono anacronistici. Per questo forse più veri. Poi la veloce discesa verso Fondi, con affianco il percorso dell’antica Via Appia. Un paesaggio e degli scorci notevolissimi.

Verso Terracina il mare ha dato immagine viva dello splendore della costa Tirrenica, il caldo si è fatto sentire sulle maglie di lana dei ciclisti. La sosta ristoro sul lungomare Matteotti, superato Pisco Montano, ancora più evocativa per la “casuale” presenza del monumento al bersagliere medaglia d’oro Quartulli. Una risonanza ulteriore, in quel momento di stanchezza, dopo quasi 400 km percorsi, del valore della XX Settembre e della Presa di Porta Pia.

Le strade poderali nei pressi della via Appia, i lunghi rettifili, il paesaggio agricolo della bonifica hanno riportato la piccola carovana di pionieri in bicicletta in una dimensione ciclistica ideale, con  i 50 km di pianura prima dell’ultima salita importante della Roma Napoli Roma: la salita di Velletri-Genzano.

Pontinia

Prima della salita di Velletri però altri momenti di accoglienza, passione e curiosità sia a Pontinia che a Cisterna di Latina, Cisterna di Roma ai tempi eroici di inizio ‘900, un ristoro nella piazza principale con la staffetta della Polizia Municipale a lanciarci verso
i Colli Albani e finalmente Roma.

L’entrata a Roma è avvenuta percorrendo il Parco dell’Appia Antica, diversi i chilometri tecnicamente molto impegnativi sull’antico basolato della Regina Viarum, mentre il buio ormai avvolgeva i ciclisti. L’arrivo alle 20.00 nella stessa via dove, ad inizio novecento arrivava la corsa: presso l’Osteria dei Cessati Spiriti, ultima stazione di Posta prima dell’ingresso nelle mura e nel centro della Capitale.

A qualche giorno dalla rievocazione il cuore di chi ha partecipato a questa meravigliosa follia, è colmo di immagini, di suoni, di vento sul viso, di sole, di fatica, di sguardi a volta increduli, di soddisfazione. Una sensazione di felicità, di aver pedalato nella storia, di aver portato a casa una sfida con se stessi, di aver riportato alla memoria gesta sportive spesso dimenticate, capaci di raccontare una storia preziosa non solo per la storia del ciclismo dei primi anni del ‘900, ma preziosa anche per le comunità ed i territori attraversati, con i loro comitati di accoglienza, i premi, il presidio delle strade, l’ordine pubblico, i traguardi volanti, l’organizzazione della corsa.

Un grande ringraziamento a:

  • Associazione Nazionale Bersaglieri, Generale Nunzio Paolucci
  • Museo Storico dei Bersaglieri di Roma Porta Pia
  • Fiorello Formichetti, Federmoto
  • Amministrazione Comunale di Frosinone
  • Amministrazione Comunale di Ceprano
  • Associazione Commercianti Cassino
  • Amministrazione Comunale di San Nicola La Strada
  • Amedeo Marzaioli, San Nicola La Strada
  • Velodromo di Marcianise
  • Prof. Gianpaolo Porreca, Il Mattino
  • Comitato Luigi Giura, Ponte Real Ferdinando Minturno
  • Il Bicicletterario, Scauri
  • Amministrazione Comunale di Cisterna di Latina
  • Pietro Pagliarella, Ciociaria Oggi, Frosinone
  • Luca Simeone, Direttore Napoli Bike Festival
  • Ulderico Ferrazzoli, Castro dei Volsci, supporto tecnico
  • Elisa Romano, riprese fotografiche

 

Venerdì 20 settembre 2019

Sabato 21 settembre 2019

QUI UNO DEI SERVIZI TV SULLA RIEVOCAZIONE DELLA XX SETTEMBRE 2019 

 

QUI IL SERVIZIO DI RAI TRE SULLA RIEVOCAZIONE DELLA XX SETTTEMBRE 2019

 

QUI UNO DEI SERVIZI TV SULLA RIEVOCAZIONE DELLA XX SETTEMBRE 2019

 

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Qui velodromo di Fiorenzuola…

Prima della Fiorenzuola – Genova,  12 ottobre 2019, meeting della Nova U.V.I. al velodromo Pavesi di Fiorenzuola.

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12 ottobre 2019, attraverso la Val Trebbia: da Fiorenzuola a Genova per 150 Km

Attraverso la Val Trebbia, con un percorso straordinariamente bello (e non poco impegnativo) per 150 km. in direzione Genova….dove era programmato l’annuale pellegrinaggio in onore di Sant’Ugo.

Questo il  tragitto di Sabato 12 ottobre, per un percorso che ha visto la traversata appenninica, attraverso una vallata ricca di storia  e da sempre collegamento tra la pianura e il Mar Ligure. La partenza dal velodromo Pavesi.

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Pellegrinaggio 2019 – Celebrazione di Sant’Ugo

Come  da tradizione, si è svolto il 12 e 13 ottobre, il pellegrinaggio votivo a Sant’Ugo nella Chiesa di San Giovanni Evangelista a Genova,  nello splendido complesso della Commenda di San Giovanni di Pré, luogo storico di partenza di Crociate e fulcro della storia medioevale europea. L ‘ospitale di San Giovanni di Prè in particolare, fu  per secoli fu un punto di riferimento per tutti coloro, cavalieri, soldati, mercanti, ecclesiastici e pellegrini, che per i motivi più diversi da qui transitavano diretti verso le sponde dell’Africa e della Terrasanta.

Dopo la bella cerimonia della benedizione delle biciclette nella sottostante Chiesa e il canto dell’inno della Nova U.V.I., è seguita la Santa Messa celebrata nella Chiesa soprastante,  fino al XVIII secolo riservata al culto per i Cavalieri dell’Ordine Sovrano di Malta.

Al termine della Santa Messa, la delegazione della Nova U.V.I. si è riunita per un allegro pranzo dove sport, fratellanza e passione per la bicicletta l’hanno fatta da padrone.

Tante le persone che hanno fermato i membri della delegazione, chiedendo informazioni e curiosità. Un bel modo anche questo, per coinvolgere persone che mostrano immediatamente grande interesse per la testimonianza della Nova U.V.I.

E per tutti i soci naturalmente,  il consueto appuntamento al 2020!

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10 giugno 2019, Cuneo-Pinerolo 70° 1949-2019

La NUVI, con le gambe stanche e gonfie dalla pioggia che ci ha accompagnato, con il cuore ricco dall’emozione, prova a fare un primo bilancio.

Durante i 254 chilometri abbiamo patito il freddo che solo le cime delle nostre Alpi sono capaci di regalare.

Innanzitutto abbiamo capito che la passione della gente delle vallate cuneesi è grandissima, prova ne sia che dopo Ia partenza da Cuneo alle 4,00, già a Vinadio, alle 5 e mezza, c’era gente scesa ai bordi della strada che ci incitava. Per non parlare dell’accoglienza ad Argentera da parte del Sindaco e del bar del paese Cremeria Bruno, che dobbiamo ringraziare per la sontuosa colazione-rifornimento.

I cugini francesi che masticano cultura ciclistica, si sono dimostrati partecipativi e sorpresi di vederci in sella a mezzi meccanici e con maglie che hanno fatto la storia del pedale.

Dal punto di vista atletico, in 16 sono riusciti a compiere l‘intero percorso, molto difficoltoso da farsi con i rudimentali cambi e i “duri” rapporti di allora. Ma anche chi, malvolentieri, per motivi di “tempo massimo” e di sicurezza, è dovuto salire sul pulmino di Cerchi in Legno Ghisallo (che supportava tutta l’iniziativa), ha dato veramente il massimo onorando con la propria passione il ricordo del Campionissimo che è ancora “vivo”.

A Pinerolo siamo stati accolti con entusiasmo e simpatia, presente il “Patron” Elvio Chiatellino che non ha fatto mancare parole di stima.

Siamo oltremodo contenti che il tutto si sia svolto senza il minimo inconveniente (nonostante Ia partecipazione della indesiderata ”amica grandine” che ci ha accompagnato per alcuni tratti), grazie al grande senso di responsabilità di tutti.

Un enorme ringraziamento va a chi ci ha aiutato in loco: in primis I’APT e il Comune di Cuneo. Grazie a tutti gli amici che ci hanno dato una mano, in particolare all’amico Domenico Filippi, referente per la NUVI sul territorio.

Un pensiero affettuoso all’amico Vittorio Seghezzi, ultimo “dinosauro” sopravissuto all’epopea del Giro 1949 che non è potuto essere con noi per la recente dipartita della amata consorte Anna, sua Miss per sempre.

14 giugno 2019. Nova Unione Velocipedistica Italiana asd

QUI IL FILM DELLA CUNEO PINEROLO 1949-2019

Elisa Romano, riprese fotografiche

Elisa Romano, riprese fotografiche


Gazzetta dello Sport 11 giugno 2019


LA CRONACA. LA CUNEO PINEROLO 2019

Quando domenica pomeriggio arriviamo a Cuneo per la “punzonatura”, piove già. Piazza Galimberti è deserta. Poi, quando la pioggia cessa, la piazza si anima rapidamente. Arrivano le auto d’epoca nel mentre che prepariamo il palco con striscioni e decorazioni NUVI.

Comincia il foglio firma e così facciamo la conoscenza dei nuovi associati che hanno deciso di partecipare all’iniziativa volta a ricordare la più bella tappa di Coppi nell’anno del suo centenario.

Cuneo

Cuneo

Alla sera una cena frugale e ci avviamo a un breve riposo.

Lunedì il ritrovo per il via è di buon ora, davanti al Comune. Ben due Assessori si presentano a dare la partenza ma soprattutto per cercare di capire cosa gira nei nostri cervelli per spingerci a simili imprese che rasentano la follia.

Ore 4,00 via Nizza, finalmente i pedali girano a pieno ritmo e ci inoltriamo nella notte buia ma non fredda.

Partenza

A Demonte si intravvede un po’ di luce; a Vinadio è chiaro e c’è gente ai bordi della strada che applaude e ci incoraggia. Il numero 36 (Raffaele Bertolucci, alias Fausto Coppi è già in fuga) si porta avanti col lavoro anticipando il gruppo. Iniziano gli inconvenienti meccanici. Qualcuno di questi è risolvibile; un altro costringe lo sfortunato a salire sulle auto e a non avere diritto ad una giornata di gloria ciclistica.

Ad Argentera c’è un ottimo rifornimento/colazione alla Cremeria Bruno. Alessandro il titolare, è un praticante ciclista e, conscio delle esigenze alimentari, prepara per noi ogni bendidio.

Foto di rito e si riparte per la prima vera asperità: il Colle della Maddalena 1996 metri.

Quasi tutti superiamo indenni il dislivello e ci buttiamo in discesa mentre si apparecchiano le nubi di un temporale. Attacchiamo quindi il Col de Vars. Il gruppo si allunga e tra i primi e i ritardatari in fondo alla discesa passa già più di un’ora.

Qualcuno si bagna come un orso ma il ricompattamento di Guillestre, accompagnato da un piatto di pasta caldo, va a lenire ogni fatica.

La fatica però non ce la fa mancare il Col d’Izoard. Inutile descrivere le immaginabili sofferenze dell’Izoard: chiazze di neve e rampe mortali abbracciano gli eroici pedalatori che sentono profumo di gloria.

I savonesi Battaglia, Bormida, Moretto e Passarotto (alias Servadei Pasotti Bartali e Barducci) prendono un certo vantaggio evitando la pioggia che colpisce il resto del gruppo verso Briancon. Nella città francese inopinatamente salta il rifornimento e foglio firma per “dimenticanza” del Sindaco e per la sua incredulità che fossimo partiti per l’impresa con le avverse condizioni atmosferiche in essere. Evidentemente non è al corrente della determinazione dei nuvini che non si fanno spaventare da due gocce d’acqua. Per fortuna, sui mezzi di “Cerchi in Legno Ghisallo”, che ha supportato tutta l’iniziativa, seguendo come un’ombra i partecipanti, qualcosa da mangiare c’è.

Sul Monginevro si scatena un temporale di una violenza inaudita e anche gli ultimi ritardatari cercano riparo dalla grandine scrosciante sui mezzi-scopa. A Cesana siamo accolti da un pallido sole e da una birra.

Al Sestriere invece ci attende una visione invernale: mancano le piste da sci, ma nebbia, freddo e pioggia gelata non mancano di certo. Al bar devono accendere le stufette elettriche.

Gli intrepidi ripartono alla volta di Pinerolo.

Gli ultimi 60 chilometri sono “una Caporetto” e qualcuno deve ritirarsi a poche decine di chilometri dall’arrivo. L’auto del Direttore di Corsa segue gli uomini in avanguardia, ma a poche centinaia di metri dall’arrivo si accorge che il contachilometri non segna i canonici/storici 254 chilometri. Evidentemente le nuove gallerie e la superstrada hanno smussato il chilometraggio del 1949. Che fare? Un’idea geniale. Viene introdotta all’ultimo minuto una piccola deviazione di percorso e il Direttore di Corsa decide di portare a spasso per Pinerolo i battistrada, facendo fare loro, tra coloriti insulti, poche centinaia di metri in più nel traffico domenicale. La distanza canonica è così raggiunta e si può tagliare il traguardo tra gli applausi degli appassionati locali accorsi in gran numero.

Dal punto di vista atletico il bilancio è positivo; in 16 sono riusciti a compiere l’intero percorso, molto difficoltoso con i rudimentali cambi e i “duri” rapporti di allora. Ma anche chi, malvolentieri, per motivi di “tempo massimo” e di sicurezza, ha dovuto ritirarsi, ha onorato con la sua fatica e passione il ricordo del Campionissimo che è ancora vivo.

Conclusione della serata al Veloce Club Pinerolo, benemerita società di fine ‘800 che, supportata dagli amici della Storica di Pinerolo ha ospitato il rustico convivio finale e le premiazioni in puro stile NUVI.


 

10 Giugno 2019

Rievocazione del 70° anniversario dell’impresa di Coppi

CARATTERISTICHE TECNICHE

BICICLETTE ED ABBIGLIAMENTO AMMESSI

TELAIO

Biciclette con telai da corsa coevi ai cambi di velocità sotto elencati e prodotti dal ‘46 al ‘49/50. Non sono quindi ammessi telai espressamente da turismo (es. con ruote inferiori ai 28″) o tipo randonneur

DERAGLIATORE POSTERIORE

Sono ammessi cambi di velocità con utilizzo di ruote libere a 4 o 5 pignoni, vale a dire:

  • Campagnolo Corsa (due stecche) 1946, con plateau singolo o doppio
  • Campagnolo Parigi-Roubaix 1950, con plateau singolo o doppio
  • Nieddu Cervino 1949
  • Simplex Champion de Monde (ad una sola puleggia) 1946
  • Simplex Tour de France 1949
  • Huret Competition 1950
  • French Cyclo Sport 1950

DERAGLIATORE CENTRALE

  • Simplex Front 1946 e 1947-1948
  • Simplex Competition 1949
  • Huret Suicide

RUOTA LIBERA

  • A 4 o 5 pignoni con dentatura a libera scelta purché compatibili con i deragliatori sopra citati.

PLATEAU/PEDIVELLE

  • Pedivelle in acciaio con chiavelle
  • Plateau singolo o doppio in acciaio o alluminio

È consentito il montaggio di corone con dentatura inferiore rispetto a quelle usate all’epoca (si usavano corone singole a 46, 47 o 48 denti e corone doppie di 47-50 oppure 46-49).

FRENI e LEVE

E’ consentito l’uso di freni e leve prodotte negli anni ’50

  • Universal
  • Balilla
  • Bowden
  • Mafac
  • Lam

PIEGA MANUBRIO

Piega manubrio in acciaio o alluminio con forma a cassetta con attacco a espander esterno

MOZZI

Sono consentite ruote montate con i seguenti mozzi:

  • Siamt
  • FB
  • Campagnolo/FB flangia piatta
  • Atom
  • Way assauto

ALTRI COMPONENTI

  • Sella rigorosamente in cuoio
  • è consentito in sostituzione dei tubolari l’uso di copertoncini vintage (spalle color para)

ABBIGLIAMENTO

L’abbigliamento dovrà necessariamente essere coevo al periodo rievocato.

Le maglie potranno essere: 

  • maglie con marchio corrispondente alla bicicletta
  • maglie delle nazionali
  • maglie anonime

Altri accessori: calzini bianchi, scarpe da ciclismo nere, cappellino in tela, antivento NON FLUO, sacca per rifornimento anonima o con marca della bici utilizzata (no ciclo-storica), occhiali anni ’50

E’ consigliato l’utilizzo del caschetto alla belga.

IMPORTANTE

Viste le caratteristiche del percorso particolarmente impegnativo per atleti e mezzi meccanici, si raccomanda un’attenta preparazione fisica e una cura meticolosa della bicicletta, nonché un suo lungo e severo collaudo.

PREMIO DESGRANGE-COLOMBO

Menzione speciale per gli ardimentosi che affronteranno la rievocazione utilizzando i rapporti per la salita che i corridori utilizzarono in quella tappa, vale a dire 46×24 o 47×25 

Partecipazione ad invito
I partecipanti dovranno essere Tesserati o Associati
alla Nova U.V.I.

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Calendario stagione 2019

  • Febbraio-Aprile: raduni mensili (Lago di Garda/Iseo, in Riviera, etc.)
  • 10 Giugno: Cuneo- Pinerolo – Rievocazione 70° anniversario vittoria Coppi al giro del 1949. A breve tutti i dettagli inerenti le tipologie di biciclette ammesse e criteri di partecipazione
  • 13 Agosto: Pedalata per Luciano (Cosseria)
  • 20-22 Settembre: XX Settembre (Roma-Napoli-Roma) rievocazione con bici anni ’10/’20
  • 9 Ottobre: Milano-Torino (100ima edizione) rievocazione con Gran-bi
  • 13 Ottobre: Pellegrinaggio a Sant’Ugo ( Genova)

Nell’anno verranno realizzati eventi e manifestazioni in collaborazione con l’Avi (Associazione Italiana Velocipedi). A breve aggiornamenti

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Associati alla Nova U.V.I.

Tesseramento 2018

Condividi la nostra idea di ciclismo? Ami il ciclismo retrò? Ti appassioni di più per una bicicletta di ferro trovata in cantina, che per l’ultimo modello in carbonio? Allora sei dei nostri, salta in sella con noi!!! Associati con noi!

Due sono le modalità per associarti alla Nova UVI a.s.d.

SOCIO SOSTENITORE: per sostenere la nostra Associazione e gli eventi da essa promossi.
Verrà rilasciata la Licenza di velocipedista valida per l’anno in corso.

SOCIO TESSERATO: permette di ottenere il tesseramento alla Federazione Ciclistica Italiana (a cui la NUVI è affiliata) in una delle varie categorie da essa riconosciute.
Verrà inoltre rilasciata la Licenza di velocipedista valida per l’anno in corso

Per maggiori informazioni consulta la pagina Associati con noi

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UN ANNO SENZA LUCIANO

Era il 13 agosto e il mondo si perdeva nelle ferie
Sei partito, come nella foto,
con la tua borsa sulle spalle
“Non proseguire! non si sa cosa c’è di là”
…”e allora ci vado ancor più volentieri
voglio vedere, voglio parlare con chi c’è già
e capire cosa succede”
Chissà chi hai incontrato per strada
“Andate, fate finta che non ci sia; arriverò…”
Sei partito ma sei sempre qui
Qui con noi
dove fai sembrare normali le cose eccezionali!

 

 

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“La Ghisallo” – La NovaUvi c’è!

Il primo di luglio 2018, la NUVI ha presenziato ufficialmente a “La Ghisallo”, organizzata dagli amici di Magreglio, per due motivi fondamentali: la sacralità del luogo e la consegna alla storia (Santuario e Museo), per volere della famiglia Berruti, delle biciclette di Luciano, l’indimenticato velocipedista che ha sdoganato al grande pubblico il ciclismo d’epoca. Una messa e una modesta ma sentita e partecipata cerimonia hanno coinvolto gli appassionati e i devoti presenti.

Nel corso della giornata, ospiti  dello chalet-ristorante  Ghisallino, si è tenuta la tanto attesa assemblea del comitato direttivo NUVI, che data l’importanza degli argomenti in ordine del giorno è stata allargata in consesso.

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Omaggio a Luciano Berruti – La due giorni di Cosseria e Celle Ligure

Nel mentre che digitiamo sulla tastiera queste brevi note, non possiamo non entusiasmarci,  e nello stesso tempo commuoverci, ricordando una Due Giorni storica dedicata al connubio tra le nostre macchine a pedali e le auto d’epoca. Una Due Giorni che ha avuto il culmine della nostalgia quando una sparuta, quanto significativa, pattuglia NUVI si è recata al cimitero di Cosseria per onorare il ricordo di “Papà Luciano” di cui ci sentiamo tutti orgogliosamente figli nonché, e ahimè, orfani. Orfani ma anche eredi di colui che ci ha insegnato che le biciclette hanno un’anima e che questa va rispettata.

Andando con ordine, la cronaca: sabato il 2 giugno, Festa della Repubblica, abbiamo accompagnato le auto d’epoca da Celle Ligure ad  Arenzano pedalando sul lungomare più pittoresco d’Italia a contatto con modelli a motore di una bellezza unica. Dopo il convivio in spiaggia con prodotti della Liguria e il prosecco gelato che scorreva a fiumi, siamo rientrati a Varazze, ai Bagni Mafalda, dove l’8 ottobre, san Ugo, di qualche anno fa, per la NUVI tutto ebbe inizio.  A seguire si è tenuta una inedita CRONOSALITA. E qui è giusto soffermarci data la valenza atletica e agonistica del fatto. Innanzitutto bisogna constatare e ammettere che la pendenza scelta dagli organizzatori si presentava seria. Detto ciò, la Commissione Tecnica, dopo un fitto ma produttivo conciliabolo con i partecipanti recalcitranti, con la Direzione di  Corsa e la Compagnia Taurinense, detentrice del  logo della Manifestazione, si è convenuto, a malincuore, per dimezzare la prova. A cose fatte i cronometristi ufficiali decretavano  vincitori a parità di tempo: Natale Bolgè di Magreglio (Co) e Luciano Cascioli  di Civitavecchia (Roma) che hanno degnamente brindato con una super Magnum di Astoria.  Ha  destato invece  sensazione la polemica rinuncia del favoritissimo Perozzi e di Passarotto per deposti problemi fisici. A seguire , ospiti degli Alpini Sez di Varazze, abbiamo avuto modo di “morire di sete” e nel contempo gustare un’ottima cena a base di pesce con dolce finale della Zia Alda.

La “crapula serale” non ci ha impedito però, di essere presenti alle 8,30 di domenica al Camposanto di Cosseria al fine di rendere onore, come già detto, alla memoria di Luciano Berruti. Archiviato il momento affettivo, abbiamo preso il via al Circuito di Cosseria, ormai una classica con Auto e Bici d’Epoca.  La NUVI crede fermamente a queste manifestazioni rievocative e si impegna ad incrementare ed istituzionalizzare, anche tramite l’A.V.I. (Associazione Velocipedi Italiani),  i contatti con la A.S.I.  Auto moto Club Storico Italiano che promuove e tutela gli interessi generali  della motorizzazione pionieristica italiana, valorizzandone l’importanza culturale, storica e sociale. La locomozione a pedali, antenata di quella a motore, vanta in questo senso una primogenitura di anzianità ed ereditaria di cui la stessa A.S.I. non può fare a meno di  confermarne  la propria discendenza quasi in linea diretta.

Due giorni Storica di Celle e Cosseria VIDEO

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Rally nazionale velocipedi – Bolzano 19 maggio

Primo Rally nazionale per velocipedi da passeggio ante 1920

19 maggio – Bolzano

info e iscrizioni:info@veteran.it

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Parigi – Roubaix

Roubaix web

Rievocazione della Classica monumento nell’inferno del Nord

260 km con biciclette da corsa ante anni ’20 e congruo abbigliamento

 

 PROGRAMMA

Giovedì 5 Aprile:

  • 7:30: ritrovo a Piacenza/Milano con partenza del bus entro le 8:00.
    Al seguito un mezzo per il trasporto bici.
  • Arrivo a Compiègne in serata: cena e pernottamento

Venerdì 6 Aprile:

  • 9:00: Sgambata mattutina in bicicletta
  • 12:30: pranzo
  • 15:00: sfilata ed esposizione di bici d’epoca a Compiègne, presentazione del gruppo dei ciclostorici, consegna numeri e punzonatura macchine
  • 20:00: Cena e pernottamento a Compiègne

 Sabato 7 Aprile:

  • 6:00: partenza della Parigi- Roubaix con ricongiungimento della Gran Fondo ASO a Busigny.
    Per chi desiderasse fare il solo percorso della GF (180 km circa), trasferimento a Busigny in bus.
  • 17:00: arrivo al velodromo di Roubaix
  • 20:00:cena degli eroici e premiazioni. Pernottamento a Roubaix

Domenica 8 Aprile:

  • 10:00: trasferimento alla Foresta di Aremberg in bus, per vedere i professionisti dal vivo nel passaggio simbolo della Parigi Roubaix
  • 15:30: partenza verso destinazione in Belgio da definirsi
  • 20:30: Cena e pernottamento in Belgio da definirsi

Lunedì 9 Aprile:

  • 6:00: partenza per fare ritorno in Italia nel pomeriggio
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Ciao Luciano

Luciano era solito definirsi un gitano

Gran chiassone, pochi fronzoli, ma con un gran cuore in mano

Decantava con amore al suo museo la cyclette della Principessa Sissi

Scorrazzava per le sue cupe valli solo con gli scatti fissi

Ma lui sapeva renderle verdi con i suoi ghigni

Sul suo viso rugato portava del ciclismo eroico i segni

Un po’ il papà di tutti noi amanti delle bici eroiche

La nostra bandiera su strade bianche magiche

Non so, a me ricorda il traguardo finale della vita di Ottavio

E forse ora noi, suoi figli eroici siamo giunti ad un bivio

Mollare tutto come non fosse esistito mai nulla, un senso di impotenza

Farci forza e continuare con la sua grinta e conoscenza

Sappiamo tutti la risposta al dilemma

Luciano indimenticabile, sul nostro petto fiero ci sarà la tua gemma

Ellesse

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Roma-Napoli-Roma, 18-19 settembre 2020, la seconda edizione. La collaborazione con l’Associazione Nazionale Bersaglieri.

In attesa del settembre 2020, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Bersaglieri del Gen. Nunzio Paolucci e delle città attraversate <<un progetto incredibile, perchè di un romantico maggiore senza confronto si tratta… una corsa del ciclismo degli albori, inizio secolo, coniugata alla storia dell’Italia e della bici, disputata per la prima volta nel 1902… Da percorrere sulle strade dell’itinerario antico, la via Casilina a scendere verso Napoli, la via Appia a risalire verso Roma.>>

Waiting for September 2020 << an incredible project, because of a romantic without comparison it is … a race of the cycling of the dawn, beginning of the century, combined with the history of Italy and the bicycle, played for the first time in 1902 … To be followed on the roads of the ancient itinerary, the Via Casilina to go towards Naples, the Via Appia to go up towards Rome. >>

 

1^ tappa Roma - Napoli 252 km

1^ tappa Roma – Napoli 252 km

2^ tappa Napoli – Roma 258 km

 

L’anteprima del film della XX Settembre 2019

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